I MICROSCOPI DELLA SCUOLA ANATOMICA TORINESE. STORIA, CATALOGAZIONE E IPOTESI MUSEOLOGICHE.

Presso l'istituto di Anatomia Umana sono conservati reperti storico-scientifici che testimoniano dell'attività di ricerca condotta nell'Istituto negli ultimi due secoli, fra questi abbiamo dedicato la nostra attenzione ai microscopi che permettono di comprendere l'evoluzione dello strumento e del relativo utilizzo da parte di studiosi illustri che hanno operato nell'Ateneo torinese.

Storia. Nella prima parte del lavoro viene eseguito un percorso storico del microscopio semplice e di quello composto, analizzandone le origini e l'evoluzione con i relativi miglioramenti introdotti nel corso degli anni e con particolare riferimento alla risoluzione di certe problematiche essenziali come forma e praticità dello stativo, sistema di messa a fuoco e di illuminazione e messa a punto di obiettivi esenti da difetti come l'aberrazione sferica e il cromatismo. I miglioramenti delle prestazioni del microscopio e delle tecniche istologiche contribuirono a determinare il progresso dell'Istologia, alla cui storia sono legati i nomi di due scienziati torinesi: Giulio Bizzozero e Carlo Giacomini. Fra i microscopi della collezione è presente quello utilizzato da Giacomini e fatto modificare per l'esame delle sezioni dell'intero encefalo umano: un tavolino portaoggetti allargato e uno spostamento in avanti del tubo portaottica rispetto alla colonna laterale di supporto mediante un braccio orizzontale per ottenere così una buona illuminazione data dallo specchio sottostante.

Catalogazione. L'opera di schedatura del materiale conservato nel Museo è stata preceduta da un lavoro di identificazione e di ricostruzione degli strumenti a partire da parti staccate, talora conservate in luoghi diversi o su microscopi non originali. I microscopi analizzati sono 103 e sono stati sottoposti ad una operazione di etichettatura e di schedatura; quest'ultima comprende la descrizione degli strumenti e rappresenta una fase importante per raccogliere tutte le informazioni relative ai vari campioni in modo da poter in futuro procedere all'inserimento dei dati in un computer. Nella descrizione viene indicato il tipo di strumento con la specificazione della sua denominazione essenziale e delle sue particolarità come, datazione, misure, esame del sistema di messa a fuoco e di illuminazione. Sono trascritte la firma del costruttore, quando è presente, e qualsiasi incisione riguardante indirizzi di laboratori, numeri e sigle di serie, precisandone sempre l'ubicazione sull'oggetto. Presunta datazione e probabili costruttori (nel caso in cui manchi la firma sullo strumento) vengono stabiliti in base alle caratteristiche costruttive, materiali utilizzati e confronto con testi di riferimento. Alla voce Stato di conservazione si dà una indicazione sintetica che possa anche servire ad evidenziare il grado di urgenza di interventi conservativi.

Scopo del lavoro è quello di esprimere alcune ipotesi per un uso museologico dei microscopi. Per un eventuale obiettivo didattico sono suggeriti riferimenti diretti alla catalogazione degli strumenti, tramite media statici come gli strumenti stessi, le didascalie, le illustrazioni che costituiscono la parte portante di una ostensione e media dinamici come audiovisivi, computer che possono fornire ad un eventuale visitatore le complete informazioni che ricerca. Alcuni accorgimenti espositivi possono servire a rendere l'informazione più comprensibile; rappresentare ad esempio come venivano viste le immagini al microscopio, considerando i vari tipi di vetrini utilizzati, i preparati sempre più perfezionati e l'evoluzione dell'ottica. Una applicazione pratica potrebbe essere quella di utilizzare le vetrine già presenti nel Museo, in una esposizione che si basa sul tentativo di riprodurre un ambiente con un'atmosfera generale di vetustà. Se si desidera un approccio moderno, un'altra ipotesi è quella di utilizzare vetrine con disegno lineare e semplice, cubi in vetro da inserire al centro della sala di pertinenza per gli strumenti di particolare pregio e proiezione di immagini retroilluminate che riproducono campi di studio nei quali i singoli microscopi sono stati utilizzati.


Questa tesi é disponibile presso la biblioteca del Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale dell'Università di Torino.